Storia

 

Popolazione: 4.153
Frazioni: Macchia Albanese
Altitudine: m 520
Superfice: Kmq. 69,87
Ha il rito greco - bizantino
Patrono: San Demetrio
Megalomartire

Fa parte della diocesi di Lungro

 

Questa cittadina, da cui si ha la visione completa di tutta la piana di Sibari e della catena del Pollino, affacciata sul versante destro della bassa valle del Crati è il più importante centro culturale delle colonie etniche d'Italia. E' stato costruito presso l'antico oratorio di Sant'Adriano, dove nel secolo X, San Nilo di Rossano si era rifugiato a pregare, con dimora in una grotta di cui restano tuttora gli avanzi e dove continuò per secoli la vita monastica basiliana. Anche se sicuramente preesistente alla fondazione del monastero di Sant’Adriano, perché si ha notizia di un borgo precedente citato col nome di Situ Sancti Dimitri, è con questo insediamento che, seguendo una linea di sviluppo usuale nel Medioevo, si formò un centro sempre più consistente. Prima ancora si chiamava Sandemetride ma il 3 novembre 1471 l’abate archimandrita Paolo Greco della comunità dei religiosi di Sant’Adriano si reca presso il notaio De Angelis per rogare un'atto che registra l’impegno ad accogliere i profughi albanesi a seguito del Duca Teodoro Lopez nel casale di San Demetrio, con la facoltà di coltivarne le terre. Questa è definita nella storia delle colonie albanesi La quarta migrazione e risale agli anni 1470 - 1478. Dalla denominazione della località di provenienza, Corone in Morea nel Peloponneso, deriva anche il nome del posto: Corone che viene aggiunto al primitivo nome solo nel 1863. E' sede del collegio italo - albanese Sant'Adriano fondato da Ferdinando IV di Borbone, trasferito dall'originario collegio "Corsini" di San Benedetto Ullano, a seguito di richiesta del vescovo Francesco Bugliari, con decreto del' 1 - 3 - 1794. Sono nati a San Demetrio Corone; Cesare Marini, giurista (1792 - 1885) e Domenico Mauro, scrittore e deputato (1812 - 1873) organizzatore della rivoluzione del 15 marzo 1844, Demetrio Strigari (1816/1896) giurista che primeggiò nel Foro di Napoli. Gli abitanti si chiamano Sandemetresi.

Macchia Albanese .

Girolamo De Rada

Nella frazione Macchia Albanese è nato Girolamo De Rada (1814 - 1903), sommo vate arbëreshë, padre della letteratura albanese detto il Dante degli italo-albanesi. La Casa nativa di Girolamo De Rada è uno dei monumenti d'importanza storica regionale. Due lapidi apposte il 10 ottobre 1864 sono dedicate e ricordano il grande poeta letterato e patriota macchese. Tra i monumenti del luogo ricordiamo anche la Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli. Nella chiesa si può visitare il sepolcro del poeta italo-albanese Girolamo De Rada (vicino all'Altare), con epigrafe in dialetto skipetaro dettata dal professore Koliqi.

foto G. Sposato

Ingresso casa di Girolamo De Rada

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