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San Demetrio Corone

Provincia di Cosenza - Italy
by Giuseppe Sposato

Chi sono

"Il legno ha una memoria, la fotografia la custodisce. Nelle mie mani vive la storia della mia famiglia e del mio paese."

Benvenuti nel mio sito. Mi chiamo Giuseppe Sposato, sono attualmente in pensione e vivo a
San Demetrio Corone. Questo spazio nasce senza alcuno scopo di lucro, guidato da una grande motivazione:
la passione per l'artigianato, per la fotografia e per la memoria storica della mia terra.
La mia vita e il mio tempo sono scanditi da due grandi passioni.
Una preziosa eredità: la bottega di mio padre e l'ulivo stagionato
Il mio legame con il legno viene da lontano. Mio padre, vissuto fino alla veneranda età di 103 anni, faceva il falegname ed era innamorato, proprio come me, del legno di ulivo. Oggi, nel mio laboratorio, porto avanti la sua tradizione: lavoro al tornio utilizzando la sua attrezzatura storica e attingo alla sua personale riserva di legno.
È grazie a lui se oggi posso contare su una quantità consistente di legno e radica di ulivo locale con oltre trent'anni di stagionatura naturale. Quando plasmo questi blocchi al tornio, che costituiscono il 90% dei miei lavori, sento di dare continuità a una storia familiare e artigianale unica. Le venature della radica racchiudono il tempo passato e l'amore di mio padre per questo mestiere. I miei pezzi sono unici, nati solo per hobby e per il piacere della condivisione, e non sono destinati alla vendita.
Il custode del tempo: il mio archivio fotografico in bianco e nero
Accanto al profumo dell'ulivo c'è l'amore per la fotografia in bianco e nero. Circa 40 anni fa, ho intrapreso un viaggio speciale tra le famiglie di San Demetrio Corone. Armato di macchina fotografica, andavo a trovare i miei compaesani nelle loro case per riprodurre e salvare i loro vecchi album di foto d'epoca.
Tornato a casa, passavo le mie ore nella camera oscura a sviluppare le pellicole e stampare a mano ogni singolo scatto. Oggi custodisco gelosamente tutti i negativi originali di quel censimento affettivo. Digitalizzare queste immagini e pubblicarle sul sito è il mio regalo al paese, affinché la memoria visiva e i volti di chi ci ha preceduto restino vivi per sempre.
Lo scopo di questo sito
Questo spazio è la mia vetrina personale ed emotiva. Non traggo alcun profitto dalle foto storiche e non vendo le mie creazioni al tornio. È semplicemente il mio modo di unire l'artigianato ereditato da mio padre e la memoria fotografica locale, offrendo a chiunque lo desideri un viaggio nel tempo e nelle nostre tradizioni più pure.
Grazie per la visita.

Giuseppe Sposato


Benvenuti
a San Demetrio Corone
Cuore e Capitale della Cultura Arbëreshë

Le Origini
La storia del borgo ha radici antichissime. Nacque inizialmente come piccolo nucleo rurale noto come Situ Sancti Dimitri, legato a un santo greco. Nel 955 d.C., il monaco basiliano San Nilo da Rossano vi fondò l'importante Abbazia di Sant'Adriano, un capolavoro artistico che divenne ben presto il fulcro spirituale ed economico dell'intera zona.

L'Arrivo degli Albanesi
A partire dal 1471, in seguito alla morte dell'eroe nazionale Giorgio Castriota Skanderbeg e all'invasione ottomana dell'Albania, il territorio accolse diverse ondate di esuli albanesi. Questa comunità seppe integrarsi perfettamente, preservando fino ai giorni nostri la lingua arbëreshe, i costumi tradizionali e il suggestivo rito bizantino.

Perché si chiama "Corone"?
La seconda parte del nome fu aggiunta ufficialmente nel 1863 per onorare la memoria dei profughi giunti nel 1534 dalla città di Corone di Morea (nel Peloponneso, in Grecia), i quali si stabilirono nel paese arricchendone ulteriormente il tessuto culturale.

Il Collegio di Sant'Adriano e il Risorgimento
Nel 1794 venne trasferito qui il prestigioso Collegio Italo-Albanese di Sant'Adriano. Questa istituzione non fu solo un centro di conservazione etnica e liturgica, ma una vera e propria fucina di intellettuali e patrioti risorgimentali. Tra le sue mura studiarono figure del calibro di Girolamo De Rada (padre della letteratura albanese moderna), Domenico Mauro e Agesilao Milano.


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CHIESA DI SAN DEMETRIO MEGALOMARTIRE
San Demetio Corone

Provincia di Cosenza - Italy

CHIESA DI SAN DEMETRIO MEGALOMARTIRE

La Chiesa Matrice di San Demetrio Megalomartire: Fede, Arte e Identità Arbëreshë

Nel cuore pulsante del centro storico di San Demetrio Corone sorge la Chiesa Madre, dedicata al Santo Patrono del paese, San Demetrio Megalomartire (detto anche il Mirovlita, colui dal cui sepolcro sgorga olio profumato). Questo maestoso edificio non è soltanto il principale luogo di culto della comunità, ma è il simbolo vivente in cui si fondono la secolare tradizione religiosa di rito greco-bizantino e le radici storiche della popolazione italo-albanese.

Le Origini e le Trasformazioni nel Tempo
La presenza di un luogo di culto o di un insediamento intitolato al Santo è antichissima (esisteva già il Situ Sancti Dimitri legato ai monaci basiliani prima dell'arrivo dei profughi albanesi). Tuttavia, la struttura che ammiriamo oggi fu edificata, o radicalmente ricostruita, intorno al 1600-1622 dalla comunità albanese, che scelse di erigerla proprio sopra l'antico terreno utilizzato per la sepoltura dei defunti.

Nel corso dei secoli, la Chiesa Matrice ha subito importanti modifiche architettoniche che ne hanno cambiato le proporzioni senza però cancellarne il fascino originario:

L'ampliamento del 1787: In origine, la chiesa era decisamente più bassa e più corta. Verso la fine del Settecento, divenne necessario ampliarla per accogliere la popolazione in crescita; i lavori di allungamento sul lato ovest furono affidati al noto capo d'arte Giovanni Battista Vangieri di Rogliano.

La Facciata: Presenta uno stile sobrio e lineare, scandito da lesene decorative con piccoli capitelli e sormontata da un portone d'accesso rettangolare, affiancato sul lato nord da un secondo ingresso laterale.

L'Interno: Un Tesoro d'Arte Sacra e Tradizione Bizantina L'interno si distingue per una classica pianta a tre navate e custodisce preziose testimonianze artistiche ed iconografiche:

La Cappella di San Demetrio Megalomartire: È il cuore emotivo della chiesa e ne costituisce la parte superstite più antica. Rialzata di cinque gradini rispetto al pavimento della navata, la cappella presenta un altare di rito latino ed è sormontata da una cupoletta splendidamente affrescata con immagini di angeli in preghiera. Quattro medaglioni dipinti e una tela centrale rievocano il martirio e i momenti più significativi della vita del Santo Protettore. Ai lati dell'altare, due nicchie ospitano la statua del Santo e il busto reliquiario.

Le Opere d'Arte: Lungo le navate e sugli altari, si possono ammirare splendide tele di artisti ignoti che arricchiscono il patrimonio della parrocchia. Tra queste spiccano il Martirio di San Demetrio, la Madonna delle Grazie, la Sacra Famiglia, l'Annunciazione e la Madonna del Rosario con i riquadri dei Misteri.

I Mosaici e gli Affreschi Contemporanei: In tempi più recenti, le pareti della chiesa sono state impreziosite da splendidi cicli di affreschi e mosaici che richiamano la sontuosa e suggestiva tradizione iconografica bizantina, rendendo le celebrazioni liturgiche un'esperienza visiva straordinaria.

Ogni anno, il 26 ottobre, la Chiesa Madre diventa il fulcro della solenne festa patronale, un momento in cui l'intero paese si stringe attorno al Megalomartire, rinnovando un legame spirituale e identitario indissolubile che dura da secoli.

CHIESA DI SANT'ONOFRIO
SAN DEMETRIO CORONE, COSENZA

Contatti

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E-mail: giuseppesposato@aruba.it

Nota sul Diritto d'Autore 

Tutte le fotografie, le immagini e le descrizioni delle creazioni in legno e radica di ulivo presentate su questo sito sono di proprietà esclusiva dell'autore e sono protette dalle leggi vigenti sul diritto d'autore (Legge n. 633/1941).
Trattandosi di una produzione amatoriale e senza scopo di lucro, le opere esposte non sono in vendita. È severamente vietato copiare, scaricare, riprodurre o utilizzare le foto dei miei lavori su altri siti web, social network o cataloghi commerciali senza il mio esplicito consenso scritto.
Se desideri condividere le immagini per scopi puramente culturali o informativi, ti prego di contattarmi
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